L’Aquila: abuso d’ufficio per quattro giudici e un avvocato

0
L’Aquila: abuso d'ufficio per quattro giudici e un avvocato

L’iscrizione nel registro degli indagati parte dalla denuncia presentata da una coppia di genitori sostenuti dall’avvocato Miraglia

Una psicoterapeuta di una minore aveva partecipato all’udienza come giudice onorario

L’AQUILA. Sono quattro i giudici del tribunale per i minorenni de L’Aquila a essere stati iscritti nel registro degli indagati per abuso d’ufficio. Con loro anche un avvocato tutore. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Campobasso con ordinanza del 27 dicembre, ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall’Avv. Miraglia.

Chiarezza su un episodio surreale, che vede protagonisti i Giudici minorili, il tutore e tre fratellini.

L’iscrizione nel registro degli indagati parte dalla denuncia presentata da una coppia di genitori sostenuti dall’avvocato Miraglia. I loro tre figli erano stati allontanati da casa, ognuno presso una famiglia diversa. Nel caso della figlia maggiore, poi, la sua psicoterapeuta, che l’aveva preparata per un’udienza contro il padre, aveva poi presenziato in qualità di giudice onorario al tribunale per i Minorenni, oltre ad essere nello stesso momento la psicologa della stessa minore.

“Se anche il GIP ha ritenuto di approfondire il caso tramite indagini accurate – sostiene l’avvocato Miraglia – significa che la nostra tesi era forte e fondata e che eravamo nel giusto quando abbiamo sollevato dubbi di parzialità e pregiudizio dei Giudici e del Tutore. A maggior ragione è necessaria ora, se non urgente, un’ispezione da parte del ministero di Giustizia. Da parte nostra ci rivolgeremo intanto al Presidente del Tribunale de L’Aquila per chiedere che l’intero collegio venga cambiato e che non si occupi più di questo caso”.

Il quale riguarda una ragazzina, che aveva 14 anni, affetta da disturbi di neurosviluppo.

La giovane aveva mosso contro il padre un’accusa di presunti abusi consistiti in toccamenti; tuttavia, ancora da dimostrare visto che il processo ancora deve iniziare. Nel frattempo era stata allontanata da casa ed era stata fissata l’udienza per l’incidente probatorio. A prepararla era stata la sua psicoterapeuta, la quale poi si era presentata in tribunale a presenziare alla discussione del caso come componente in qualità di giudice onorario del collegio giudicante. Gli altri tre giudici componenti del collegio, pur a conoscenza del conflitto d’interesse in atto, avevano comunque fatto partecipare la terapeuta/giudice. E sulla vicenda l’avvocato tutore della ragazzina non aveva fatto una piega né mosso un dito.
Ecco perché il GIP ha ritenuto di iscrivere i cinque nel registro degli indagati «al fine di consentire di svolgere approfondimenti investigativi che risultano opportuni e indispensabili per verificare se sussistono effettivamente profili penalmente rilevanti a carico dei soggetti denunciati, in particolare l’obbligo di astensione della psicoterapeuta dal procedimento minorile indicato».

“Questo doppio ruolo ha minato la terzietà del collegio giudicante – conclude l’avvocato Miraglia – che ha deciso della vita di tre bambini, con gravi conseguenze per il loro sviluppo e la loro serenità: il figlioletto più piccolo non ha mai visto il padre, la ragazzina vive in una comunità, mentre il fratellino di mezzo, quando era anch’egli in una comunità, ha sofferto talmente che a soli otto ha manifestato pensieri suicidi. Qualcuno dovrà rispondere di tutto questo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *